La oramai tanto imminente fusione tra Virtus Imola e SpesVis pare essere alle porte. Un bene, di sicuro a livello di unità di intenti e quindi di voler raggiungere il massimo risultato in un campionato difficile come la C2, ma nel contempo lo scioglimento di fatto di una squadra di categoria mette il freno alle giovani leve imolesi…
Ci eravamo lasciati con la Virtus sommersa dalle polemiche per come aveva “disputato” l’ultimo impegno di campionato con la promozione già acquisita mentre la SpesVis invece veniva eliminata di misura dai Play Off dopo una stagione che aveva portato a risultati più che soddisfacenti.
Alla fine dei giochi era chiaro: due squadre di Imola nel più “grosso” campionato regionale appariva un grande contro senso; vuoi per le ridotte capacità economiche di entrambe, vuoi per il non volersi sempre “fare la guerra” tra squadre della stessa città, la parola FUSIONE era già nell’aria molti mesi addietro nella prospettiva che si arrivasse a questo punto.
LA SOCIETA’ - Ora io per primo sarei (uso il condizionale perché di fatto la fusione non è ancora ufficiale) molto contento che finalmente ad Imola ci siano due realtà che collaborano ma potrebbero sorgere più problematiche su tanti aspetti organizzativi e societari. Come letto in molti giornali, non sono convinto che sia il NOME della futura Società il nodo da sciogliere ma bensì le nomine e le cariche societarie. Non tutti vorranno affiancare il proprio nome ad una realtà che non può fallire in termini di risultati e pubblico: due fattori che significano movimenti di sponsor in entrata e in uscita, non proprio cavolate. Infatti se due Società si uniscono ovviamente non si potranno mantenere doppie cariche (2 presidenti, 2 segretari, 2 general manager…) ma si dovranno fare delle scelte; chi le fa? E se si volessero dimettere entrambi?
LA SQUADRA - Altro problema non da poco da sciogliere, e questo è il punto più interessante per noi, saranno i giocatori che comporranno il Roster. Se per l’allenatore si è sempre e solo parlato di Regazzi, con Marchi ad affiancarlo nella scelta dei giocatori e con un ruolo nella (gestione?) giovanile (ma c’è chi lo dà come sicuro allenatore della prima squadra, quindi mah…), per i giocatori è un bel casino. Quali saranno i criteri per cui si preferirà un giocatore ad un altro, visto che i meritevoli della categoria sono parecchi, non lo sappiamo… Non diciamoci cavolate, gente come Noferini e Romboli assieme possono coesistere vista anche l’intelligenza cestistica dei due è quindi dura rinunciarci; Di Placido è l’unico lungo che Imola abbia, quindi anche lui ci dovrebbe essere. Dopo questi 3 nomi di certezze non ne vedo.
PLAY: Scala, Guglielmo, Dalpozzo, Drei (non conto Cirillo perché non è di Imola…) ne dovresti tenere 2 su 4.
ESTERNI: Gargioni, Squarzoni, Barbagelata, Lanzoni (con Romboli e Noferini già in Roster) anche in questo caso 2 su 4.
ALI: Saloni, Molinari, Biancoli, Migliari, da affiancare a Di Placido è dura scegliere, poi servirebbe un cambio del Pivot e la squadra è fatta.
DOMANDE - Squadra interessante, niente da dire, ma tutti gli imolesi “scartati” dove andranno a giocare? I giovani che ogni anno sono aggregati a qualche prima squadra avranno un ruolo/posto nei 10 che fanno le partite? Di conseguenza: le giovanili che ruolo avranno? Verranno ancora presi in considerazione i giovani della SpesVis (di fatto la Virtus non ha giovanili competitive)? Allargando la base anche ai giovani dell’Andrea Costa: avranno come unica prospettiva di crescita di prima squadra l’International di Promozione?
Tante domande a cui personalmente ad oggi trovo difficile dare risposte concrete: la confusione è tanta, vedremo a fusione avvenuta (sempre che si faccia!!) quali saranno le modalità.
Dario Sadelli
Dite la vostra!!!
Non fare la fusione, secondo me sarebbe deleterio perchè ci si divederebbe il pubblico, gli sponsor, e avere due squadre in C2 a Imola (soprattutto in questo periodo) non avrebbe tanto senso.
Inoltre se si pensa che la Spes non è salita per poco, se si fanno le scelte giuste ci si potrebbe togliere anche qualche soddisfazione.
Magari in futuro una squadra di C1/C2 può far comodo anche all’Andrea Costa che se riuscisse a produrre giocatori di valore, potrebbe farli maturare in C.
Vedi l’esempio (molto bello) di Biella negli ultimi due anni: C2(promossi) e C1 fatta dagli Under 19.
Il problema magari è la mancanza di una squadra di Imola in serie D (per ammortizzare i fuoriusciti) però c’è Castel Guelfo che comunque non dista tanto da Imola. Potrebbe essere la soluzione giusta per chi è “scartato”.
Sui “problemi societari” non mi esprimo perchè non conosco la situazione.
Secondo me la fusione e’ la strada migliore da percorrere per dare una vera identità alla pallacanestro ad Imola escludendo dalla mia considerazione chiaramente la squadra di maggior prestigio e cioè l’ Andrea Costa che rimarrà comunque la squadra di riferimento per noi imolesi. Io credo che se gli “orgogli” societari saranno messi in disparte per un obbiettivo comune la Spes e la Virtus insieme faranno sicuramente un successo di questa unione.
Sicuramente si sacrificano un pò i giovani ed alcuni giocatori imolesi, e questo dispiace, ma le 2 squadre divise difficilmente potevano ambire ad una serie più alta della C2.
Di per se stessa la categoria non rappresenterebbe un problema se le 2 realtà fossero storicamente divise e rivali e ognuna col proprio pubblico al seguito (sono convinto che anche in C2 un Virtus-Andrea Costa non passerebbe certo inosservata), ma guardando il pubblico presente sia dall’una che dall’altra parte ci si accorge che spesso è lo stesso e tifa per entrambe le squadre.
A livello giovanile penso che la “nuova” Virtus (il nome penso sia scontato, come i colori gialloneri) debba trovare intese con le realtà minori di Imola e dintorni, come appunto Castel Guelfo, Grifo, Ravens, ecc… che sono generalmente ben gestite e hanno bisogno continuamente di nuove forze.
Penso che se la cosa viene ben gestita si può riuscire, anche in 1/2 anni, ad arrivare ad una serie di squadre satellite pronte a valorizzare i giovani del vivaio…
Sui dirigenti penso non ci saranno grossi problemi: la dirigenza Spes è sicuramente più esperta e penso avrà un ruolo leggermente predominante. La questione allenatore invece è un pò più spinosa e una coabitazione di Carletto e di Rega la vedo un pò difficile, ognuno ha i suoi metodi ed è abituato a guidare, non so se uno dei 2 sia disposto a fare da passeggero. E comunque l’allenatore toccherà alla società sceglierlo… Come poi toccherà all’allenatore l’onere e l’onore di scegliere 10 giocatori tra i 17/18 sulla carta disponibili.
Penso che la seguente squadra : Scala - Romboli - Noferini - Di placido - Savio panca: Dal Pozzo - Guglielmo - Gargioni - Morara - Righini rappresenti la massima espressione del potenziale imolese cestistico attuale e potrebbe sbaragliare la concorrenza dandone 25 a chiunque; c’è da considerare che nel roster appena citato ben 5/10 sono sotto i 25 anni…quindi non parlerei di giovani imolesi mandati …in esilio.Semplicemente in C2 bisogna avere le carte in regola e i 5 giovani citati si possono ritenere all’altezza!Insomma ciò che ho consigliato è un buon mix tra esperienza e gioventù.Da sottolineare la presenza dell’asse play pivot e l’altezza meda della squadra complessivamente alta per la categoria…La squadra forse con Savio costa troppo, ma almeno la società non dovrò pagare rimborsi a chi viene da Ferrara, Ravenna o Forlì…L’imolesità è da preservare!Se Savio non dovesse venire Si potrebbe spostare Righini in quintetto e prendere Nicolò regazzi come cambio del 4!
Dimenticavo 2 innesti per l’11 e il 12 ovvero Bertazzoli e Drei!7/12… non male!
e Corcelli!
Secondo me la formazione tipo può essere: Scala-Romboli-Noferini-Di Placido e un altro lungo da scegliere in giro. Non opterei su Righini che è destinato ai Los Angeles Lakers al posto di Bynum. La panchina mi sa più da: Dal Pozzo o Drei-Gargioni-Guglielmo- e altri due lunghi da scegliere…..magari Savio se venisse sarebbe ottimo anche in quintetto ma opterei piu’ sulla scommessa Jacopo Preti in doppio tesseramento dall’Andrea Costa che a quasi 16 anni potrebbe farsi le ossa con realtà dove lui potrebbe benissimo stare specie potendosi esprimere senza pressioni e provando la categoria passo essenziale per la sua maturazione. Due lunghi quindi non saprei dove pescarli ma uno di esperienza e di peso sicuramente ci vuole se vuoi provare a vincere un campionato duro come la C2…..Però su Preti ci farei la firma subito.
Ahhh prenderei anche The Shooter - El Gaucho - The Biscuit Alessandro Brunori giocatore rivelatosi essenziale al tiro negli amatori con una percentuale del più degno Kaukenas da 3 punti. 10su24 da tre punti in pochi minuti di utilizzo sarebbe un crack per la categoria come specialista nei momenti clou….
Scusa Bruno Liegi Baston Liegi ma in C2 si può giocare e divertirsi, magari divertire il pubblico, ma pensare di farvi maturare Jacopo Preti o chiunque abbia talento per sfondare nel basket che conta, scusami ancora, vuol dire …… è meglio approfondire un pò di più la conoscenza del basket. Per rispondere al quesito ritengo che una fusione sia del tutto irrilevante per la crescita dei talenti imolesi.
la squadra di Tom sarebbe un lusso per la categoria, ma ha una pecca manca un under, che dovrebbero essere, salvo modifiche il 25 alla riunione per le DOAR, un 88 e due 89. Per cui il posto di Guglielmo o Gargioni andrebbe sostituito con Corcelli (se sarà abile ed arruolabile) o con un altro giocatore Spes giovanili. Dati i chiari di luna e il costo dei prestiti i giovani di derivazione A. Costa purtroppo per loro diventano un lusso.
Non fatela la fusione, meglio soli che male accompagnati.
E chi sarebbe tra i 2 che accompagna male l’altro?
Mi sembra che nelle due proposte di possibile squadra non ci siano dubbi sui frombolieri (Noferini-Romboli); per quanto riguarda i lunghi opterei per una scelta imolese giovane; Savio è bravo sicuramente ma se vuole giocare ci sono gli amatori. Per quanto riguarda la difesa, perchè ci vuole anche quella, credo che uno dei migliori, e l’ha dimostrato quest’anno e sicuramente Saloni. Per quanto riguarda il play c’è solo l’imbarazzo della scelta.